Suona la sveglia e un’altra giornata comincia. Al risveglio ti senti schiacciato dalla serie di attività, scadenze, incontri che ti aspettano. Forse oggi dovrai sostenere un esame o un incontro importante e senti già lo stress che ti assale.
Ma visto che sei tu a produrre le sensazioni, perché non riprenderne il controllo? E magari farle giocare a tuo favore?
Nei momenti importanti hai bisogno di dare il meglio, ma cosa succede alle tue capacità cognitive quando hai alti livelli di stress?
Proviamo a capire come funziona la memoria.
Le informazioni che senti o leggi vengono immagazzinate nel cervello con un processo costituito da tre fasi: acquisizione, consolidamento e codifica.
L’acquisizione avviene ogni volta che incontri una nuova informazione. Perché questa venga memorizzata a lungo termine, deve essere consolidata dall’ippocampo.
Esso agisce sotto l’influenza dell’amigdala, che esalta le esperienze associate a emozioni forti. L’ippocampo poi codifica il ricordo, che viene conservato nel cervello e può essere recuperato all’occorrenza.
Nelle prime due fasi, uno stress moderato, in realtà, può contribuire alla memorizzazione.
Il cervello risponde agli stimoli di stress rilasciando degli ormoni detti corticosteroidi, che servono ad attivare nell’amigdala un processo di individuazione e risposta alle minacce.
I corticosteroidi stimolano anche l’ippocampo, portandolo ad accelerare il consolidamento della memoria.
Ma se un po’ di stress può essere utile, uno stress estremo e cronico può danneggiare l’ippocampo e ridurre la capacità di formare nuovi ricordi.
L’attività di ricordare dipende dalla corteccia prefrontale, che controlla il pensiero, l’attenzione e il ragionamento. Quando i corticosteroidi stimolano l’amigdala essa inibisce l’attività della corteccia prefrontale.
Questo accade perché in una situazione di pericolo, la risposta di attacco/fuga/congelamento deve prevalere sul pensiero più lento e ragionato.
Ma ciò può anche provocare dei vuoti di memoria durante un esame o un’analoga situazione stressante.
Quindi cosa puoi fare per usare lo stress a tuo vantaggio?
Può essere utile provare ad allenarti in condizioni simili all’ambiente stressante, in modo che questo non rappresenti una novità per il tuo cervello.
Puoi dedicarti all’attività fisica, perché aumentando le frequenze cardiache e respiratorie si producono nel cervello cambiamenti chimici che aiutano a ridurre l’ansia e potenziare il senso di benessere.
Un’altra cosa, molto importante, ma a cui spesso non diamo il giusto peso: durante l’esame puoi fare lunghi e profondi respiri in modo da contrastare la risposta di attacco/fuga/congelamento.
A volte siamo così rapiti dallo stress e dalla paura che ci dimentichiamo di un’azione tanto piccola quanto essenziale: il nostro respiro.
Si parte sempre da qui.
Se vuoi abbassare il tuo livello di stress prenota un incontro senza impegno con me e potrò insegnarti come fare in concreto.
