Lev Semënovič Vygotskij: uno sguardo prezioso verso i bambini abbandonati

Lev Semënovič Vygotskij è uno psicologo sovietico dei primi del Novecento e viene spesso affiancato alla figura di Piaget, con cui ha condiviso circa lo stesso periodo storico e il campo di interesse scientifico. Hanno studiato entrambi la psicologia dello sviluppo del bambino, ma il loro punto di osservazione è lontanissimo, è un po’ come osservare la stessa stella da galassie diverse. Entrambi hanno dato contributi fondamentali allo studio di come i bambini apprendono e si sviluppano, ma le loro vite e le realtà sociali in cui operavano hanno influenzato profondamente le loro teorie.

Jean Piaget: La stella vista da una galassia stabile

Jean Piaget, psicologo svizzero, crebbe in un ambiente benestante, in una Svizzera stabile e neutrale. Questo contesto lo portò a concentrarsi sull’apprendimento come processo individuale. Piaget vedeva il bambino come un piccolo scienziato che esplora il mondo in autonomia, costruendo la sua conoscenza attraverso l’interazione con l’ambiente circostante. La sua teoria, nota come terria stadiale, si basa su fasi cognitive ben definite, che riflettono un percorso naturale e lineare di crescita.

Per Piaget, lo sviluppo è universale: ogni bambino attraversa le stesse tappe, dalla fase sensomotoria a quella formale, indipendentemente dall’ambiente o dalle difficoltà sociali. La sua visione della crescita è razionale, controllata, e riflette un ambiente privo di grandi scossoni.

Lev Vygotskij: la stella vista da una galassia in guerra

Lev Vygotskij osservava la stessa stella da una galassia ben diversa: la Russia devastata dalla povertà e dalla guerra. Cresciuto in un contesto di instabilità e crisi, Vygotskij sviluppò una teoria molto più radicata nell’importanza del contesto sociale. Secondo Vygotskij, il bambino non è un esploratore solitario, ma cresce all’interno di una rete sociale e culturale che modella profondamente il suo sviluppo.

La sua teoria socio-culturale mette al centro l’interazione con gli altri: adulti, coetanei, e la comunità più ampia influenzano il modo in cui i bambini apprendono e crescono. Per Vygotskij, la povertà, la guerra, e il disagio sono fattori che incidono profondamente sullo sviluppo cognitivo ed emotivo. Non è possibile separare l’individuo dal contesto in cui vive, l’individuo si sviluppa in relazione agli altri e che il contesto sociale e culturale è fondamentale per il progresso cognitivo ed emotivo di ogni bambino..

“Attraverso gli altri diventiamo noi stessi.”

Due galassie, una stessa stella: lo sviluppo umano

I bambini non sono semplicemente individui che devono superare difficoltà esterne, le difficoltà diventano parte del loro essere, modellando il loro modo di vedere il mondo e di interagire con esso. Le ferite emotive causate dalla trascuratezza, se non affrontate, possono trasformarsi in cicatrici durature che influenzano l’intero arco della vita.

Salvare da adulti il bambino che siamo stati, significa riconoscere e curare le ferite lasciate dalle esperienze passate, integrando nella nostra vita adulta ciò che ci è mancato. Vygotskij ci insegna che lo sviluppo non è mai un processo isolato, e anche da adulti possiamo continuare a crescere, rinegoziando il nostro rapporto con il passato attraverso l’interazione con l’ambiente e con gli altri. Accettare il bambino che siamo stati, con le sue vulnerabilità e mancanze, e offrire a noi stessi il supporto emotivo e le relazioni nutrienti che forse ci sono mancate, può rappresentare un modo per sanare antiche ferite. In questo processo, non solo riscopriamo chi eravamo, ma impariamo anche a essere il nostro stesso custode, trasformando il dolore in forza e la solitudine in connessione.

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