Articolo 12 è una cooperativa di servizi che si occupa di promuovere i diritti dei bambini e degli adolescenti come sono enunciati nella Convenzione ONU sui diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza.
Nel dicembre 2016 Alessandra Alloni, Francesca Viola e Maria Rosaria Centrone, Focal Point di Articolo 12 rispettivamente per il Nord, Centro e Sud Italia, hanno condotto una ricerca tra gli adolescenti italiani sul tema dell’educazione alla sessualità nella scuola.
L’Italia è uno dei pochi Paesi europei dove l’educazione alla sessualità non è una materia scolastica curricolare, anche se negli ultimi decenni si è molto dibattuto sull’opportunità o meno di inserirla.
Lo studio di Articolo 12 si è svolto in Lombardia, Veneto e Puglia tramite interviste a tre piccoli gruppi formati da ragazzi e ragazze tra i 14 e i 18 anni. Dalle interviste è emerso che le uniche fonti da cui i giovani posso trarre informazioni sono i media (TV e internet) e gli amici. Molto scarso il dialogo sull’argomento con le famiglie, verso le quali si prova un forte imbarazzo. Consultori, comunità religiose o sportive non offrono alcun tipo di educazione in merito.
Gli adolescenti interpellati sono dunque favorevoli allo studio dell’educazione alla sessualità e considerano la scuola il luogo più adatto a questo insegnamento. Esso dovrebbe avvenire tramite lezioni frontali e voti, perché solo in questo modo verrebbe preso sul serio, ma il docente dovrebbe essere giovane e preparato ad affrontare in toto i temi legati alla sessualità, senza mostrare imbarazzo e reticenze. Sarebbe preferibile che le lezioni fossero rivolte a gruppi più ristretti rispetto alla classe, in quanto si favorirebbero il confronto e il dialogo. L’educazione alla sessualità dovrebbe iniziare dalla scuola primaria ed affrontare l’argomento in modo graduale e adeguato all’età, in modo che per i bambini diventi una normale materia di studio e non crei alcun tipo di disagio.
In genere quando a scuola o in famiglia si parla di sessualità ci si limita a spiegare il funzionamento biologico del corpo e si insiste molto su come evitare malattie veneree e gravidanze indesiderate. Sembra che gli adolescenti siano considerati sempre non attivi sessualmente e sia opportuno tenerli il più possibile al riparo da rapporti visti come pericolosi, senza fornire loro gli strumenti per rendere l’esperienza sessuale serena e piacevole.
Per essere efficace, l’educazione alla sessualità dovrebbe inoltre concentrarsi sul trasformare le norme sociali tra adolescenti, scardinare il concetto, purtroppo ancora diffuso, del maschio forte e privo di sentimenti e della femmina passiva e disinteressata al sesso, e contrastare la visione eteronormativa della società, affermando con decisione i diritti della comunità LGBTQ+.
Da dove partire? Sicuramente dalla scuola primaria.
- Si può partire dal linguaggio della comprensione e dall’accoglienza della diversità come ricchezza.
- Si può imparare a conoscere meglio noi stessi che è sempre il primo passo per imparare a volersi bene e ad amare gli altri.
Sono i capisaldi del Corso all’affettività, lo trovi QUI. L’educazione all’affettività è una strada attraverso cui scopriamo e diventiamo consapevoli del nostro corpo e ci prepariamo ad avvicinarci a quello dell’altro, con la consapevolezza che conoscere è il modo per non avere paura.
