Burnout, la ricerca di Maslach

Il termine burnout nasce per la prima volta negli anni 30, in ambito sportivo, per definire la condizione degli atleti che, dopo aver realizzato alcuni successi, non riuscivano più a mantenere le prestazioni a livelli elevati.

Successivamente la psichiatra C. Maslach ha definito il burnout come una sindrome da rapido esaurimento emotivo e fisico, risultato dello stress cronico nelle persone che si occupano degli altri esseri umani.

Per la misurazione del burnout esistono diverse scale. Attualmente, tuttavia, il Maslach Burnout Inventory (MBI), messo a punto da Maslach e Jackson nel 1981, rappresenta l’indicatore maggiormente impiegato, sia a scopi di ricerca che operativi, per identificare le dimensioni psicologiche che sostanzierebbero la sindrome in questione.

Il MBI è un questionario costituito da 22 item in base ai quali il soggetto deve valutare la frequenza e l’intensità con cui sperimenta sintomi, effetti, stati emotivi connessi con il suo lavoro. Inizialmente Maslach e Jackson proposero un questionario di 47 item a 605 operatori occupati in varie professioni di aiuto.

Nel 1983 Maslach fornì ad alcuni studiosi italiani una versione della scala. Sulla base di questa è stato dato inizio ad alcune indagini esplorative, volte in primo luogo a saggiare la validità di costrutto dello strumento.

Il primo campione dell’indagine (campione A) è costituito da 157 operatori sociosanitari della provincia di Firenze, il secondo (campione B) da 53 operatori della provincia di Arezzo.

Sono state effettuate analisi fattoriali, sia per le risposte di frequenza che per quelle di intensità, impiegando l’analisi delle componenti principali con iterazione e rotazione ortogonale dei fattori. Per la definizione del numero dei fattori da estrarre è stato inizialmente impiegato il criterio degli eigenvalue maggiori dell’unità e, successivamente, lo scree test.

I risultati ottenuti da varie ricerche esaminate tendono ad indicare alcuni limiti del MBI. Non sempre le tre dimensioni si replicano con chiarezza e, quando l’analisi viene forzata all’ estrazione di tre fattori, si nota una non indifferente perdita di potere esplicativo.

La variabilità della struttura fattoriale del MBI è stata riscontrata in studi condotti con lo strumento in lingua originale e, ancor più marcatamente, con la versione italiana fornita direttamente dall’ Autrice, impiegata con operatori occupati in varie professioni di aiuto. Questi risultati suggeriscono che possa essere opportuna qualche riflessione, prima di continuare le ricerche per la standardizzazione e la taratura di questa versione preliminare del MBI. D’altro canto, i risultati ottenuti con un campione di 1219 allievi di corsi per infermieri professionali che hanno in gran parte riprodotto la struttura tridimensionale, contribuiscono a sollecitare ricerche anche in nuove direzioni.

Apparirebbe opportuno procedere ad una sostanziale revisione dello strumento, lavorando in vista di un adattamento al contesto socio-culturale italiano, superando i limiti che possono derivare da una traduzione pressoché letterale degli item.

Versione italiana del MBI fornita da Maslach

Esaurimento emotivo

1) Mi sento emotivamente sfinito dal mio lavoro

2) Mi sento sfinito alla fine di una giornata lavorativa

3) Mi sento stanco quando mi alzo la mattina e devo affrontare un altro giorno di lavoro

4) Mi pare che lavorare tutto il giorno con la gente mi pesi

5) Mi sento esaurito dal mio lavoro

6)Sono frustrato dal mio lavoro

7) Credo di lavorare troppo duramente

8) Lavorare direttamente a contatto con la gente mi causa troppa tensione

9) Sento di non farcela più

Depersonalizzazione

10)  Mi pare di trattare alcuni clienti come se fossero oggetti impersonali

11) Da quando ho cominciato a lavorare qui sono diventato più insensibile con la gente

12) Ho paura che questo lavoro mi possa indurire emotivamente

13) Non mi importa veramente ciò che succede ad alcuni clienti

14) Ho l’impressione che i miei clienti diano la colpa a me per i loro problemi

Realizzazione lavorativa

15) Posso capire facilmente come la pensano i miei clienti

16) Affronto efficacemente i problemi dei miei clienti

17) Credo che sto influenzando positivamente la vita di altre persone attraverso il mio lavoro

18) Mi sento pieno di energie

19) Riesco facilmente a rendere i miei clienti rilassati e a proprio agio

20) Mi sento rallegrato dopo aver lavorato con i miei clienti

21) Ho realizzato molte cose di valore nel mio lavoro

22) Nel mio lavoro affronto problemi emotivi con calma

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