Ahimè, figlio mio, il più sventurato tra gli uomini,
la figlia di Zeus Persefone non ti inganna;
la legge degli uomini, quando si muore, è questa:
i nervi non reggono più la carne e le ossa,
la furia violenta del fuoco ardente li abbatte,
quando la vita abbandona le bianche ossa;
ψυχὴ (psiche) vola via e vaga come un sogno.
Siamo nel canto XI dell’Odissea. Ulisse, viaggiando nel regno delle ombre, incontra sua madre. Vorrebbe abbracciarla, ma lei sa che non è possibile: dopo la morte, di lei è rimasta solo psiche.
La traduzione ha utilizzato il termine “anima”, ma non è corretto, o meglio è riduttivo. Il greco antico è una lingua ricchissima di sfumature e concetti intraducibili in italiano se non tramite circonlocuzioni.
Cosa significa dunque Psiche nel mio modo di fare coaching?
Psiche è il respiro, ciò che dà all’uomo la vita, il soffio vitale che dona la mente e l’anima al corpo. Psiche è anche la farfalla, che nella mitologia è simbolo della leggerezza, della felicità, nonché della brevità della vita. Nel mio lavoro questo si impara molto bene.
Ci dimentichiamo chi siamo, perdiamo la bussola, ci sentiamo persi, senza energia e in balìa degli eventi.
Potrei definire lo psicoaching come una sorta di allenamento alla felicità. Attraverso di esso, possiamo imparare a respirare, a riconciliarci con il soffio che dà la vita e che mette in contatto il corpo con le nostre emozioni e il nostro mondo interiore.
Se impariamo a mettere in luce le nostre potenzialità, superare i nostri limiti e ciò che per noi costituisce un blocco, possiamo riscoprirci a volare, a liberare dal bozzolo la farfalla colorata e meravigliosa che è la nostra vita.
Se sei curioso di capire nel concreto cosa è il coaching e in che modo può migliorare la tua vita, il tuo lavoro e le tue performance sportive, prenota un appuntamento o scrivimi su Whatsapp.
Parola di psicoach!

